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E’ il paradosso all’italiana quello che viviamo anche nei risultati degli esami di maturità di quest’anno. Da notare quanto sia lampante che qualcosa non funziona, se non che il solito sistema meritocratico dello stato italiano premi sempre una determinata area del paese a discapito di un’altra ben più a Nord. Il sud, considerato dagli attendibili dati OCSE-PISA una delle aree meno preparate d’Europa per quanto concerne l’istruzione è invece secondo la valutazione degli esami di maturità molto più preparata di quanto si immaginasse. Sono infatti il doppio le eccellenze dei maturandi rispetto al Nord che dimostra una forte disparità proprio contro quelle regioni oggi agli onori di cronaca per scandali e sprechi nell’amministrazione, considerate tra l’altro qualche mese fa dal giornale economico “The Economist” area Bordello d’Europa. Ci domandiamo allora dove sia usata tanta intelligenza ?

E’ per questo che il dito lo dobbiamo puntare verso insegnanti e sistema valutativo troppo ingiusto e criticabile che potrebbe per dati motivi generare uno scontro Nord-sud tra studenti o ancor più diventare un serio pericolo per tutti quegli studenti del Nord che schiavi di un titolo di studio troppo inferiore ai meridionali rischiano posti di lavoro, accesso alle università e quindi la loro carriera.

La soluzione giace ora tra le commissione parlamentari, si chiama albo regionale degli insegnanti, una riforma radicale del mondo educativo proprio nella selezione degli insegnanti che dovranno superare dei test su base territoriale . Una proposta nata dalla Lega Nord e dal Movimento Studentesco della Lega Nord ancora l’anno scorso atta al maggior controllo dei flussi di insegnanti, mirata alla meritocrazia e alla messa al bando di tutti quegli insegnanti abituati a regalare voti come acqua. Non a caso proprio in quelle regioni dove oggi si regalano eccellenze, si ritrovano poi a pretendere la solita mano d’aiuto del Nord perché poco abituati al sacrificio. Un sacrificio che vede il Nord-Est al di sopra della media Europea di preparazione scolastica, i dati OCSE-PISA dimostrano quanto la preparazione degli studenti del Nord sia maggiore a quella del Sud. Chiediamo quindi al ministero di attivarsi per portare a termine l’iter per la proposta di legge della Lega Nord e che mandi gli ispettori in tutte quelle realtà meridionali dove oggi le eccellenze sanno di “eccellente fumo e poco arrosto”.

Diego Vello – Coordinatore Nazionale MSP Veneto


Il logo del Movimento Giovani Padani di VicenzaRecinzioni distrutte di fronte all’ex Federle, scritte offensive sulle mura nei confronti della Lega Nord, e l’Amministrazione Comunale di Schio si ostina a definire Arcadia – parole del sindaco Luigi Dalla Via – un patrimonio per Schio. Un’affermazione del genere non può che essere opera del sole agostano. I ragazzi in questione saranno sicuramente andati a scuola ed è difficile che essa abbia insegnato loro che la cultura è vandalismo.

Sorprende in questo caso il silenzio del PD scledense, il quale è sempre pronto ad attaccare la Lega Nord su qualsiasi questione, ma si astiene dal commentare fatti che possono potenzialmente scottare l’Amministrazione Comunale.

Un patrimonio per Schio è sicuramente altra cosa: tanto per cominciare sono gli artisti locali letteralmente snobbati dall’Assessore alla Cultura Pit Formento, il quale preferisce una mostra sul Fetish al nostro territorio. Un patrimonio per Schio sono tutti i giovani, molti dei quali si ritrovano a dover uscire dalla loro città il venerdì e il sabato sera causa un centro storico spento.

L’auspicio è in uno smorzamento generale dei toni, nel rispetto delle opinioni differenti dalla propria. E ciò deve passare attraverso un’intransigenza dell’Amministrazione Comunale nei confronti di chi non rispetta la legge, che sia il comune cittadino o un gruppo di ragazzi, dei quali pare  qualcuno abbia paura.

Filippo Frigerio


“Esprimo la mia più ferma condanna a quanto accaduto stanotte ai danni della Lega Nord di Schio, che da mesi sta conducendo una battaglia perché non siano garantiti maggiori diritti agli ultimi arrivati rispetto a chi in Veneto e per il Veneto ha lavorato da decenni”. E’ il commento del consigliere regionale leghista Nicola Finco alla notizia, appresa stamattina da ambienti leghisti scledensi, che nella notte muri ed edifici nel territorio di Schio sono stati imbrattati con scritte offensive nei confronti del Carroccio locale. Motivo del raid, sarebbe la battaglia che la Lega sta conducendo contro l’assegnazione da parte del Comune a una famiglia di Sinti di un’abitazione pubblica, in attesa dell’affidamento di una casa popolare Ater.
“Di fronte alla giusta raccolta firme del Carroccio – aggiunge Finco -, i leghisti di Schio vengono apostrofati con definizioni che definire ingiuriose è poco. Un gesto che si commenta da sé, e che descrive la mentalità di chi dà del razzista al nostro movimento salvo nascondere queste azioni nell’anonimato. Non comprendiamo perché i Sinti debbano avere di diritto un’abitazione pubblica finchè non verrà loro assegnata una casa popolare, mentre i nostri anziani facciano fatica ad arrivare a fine mese e molte famiglie venete non riescano a garantire ai loro figli un’esistenza dignitosa”.
“Non vorrei – conclude Finco – che simili gesti fossero alimentati dalla tensione che si crea nei cittadini dalla contrapposizione in città per una decisione così palesemente ingiusta assunta dal sindaco”.


Sono più di 200 in sole tre ore le firme raccolte nel gazebo dei Giovani Padani della provincia di Vicenza in collaborazione con la Sezione della Lega Nord Liga Veneta di Schio per dare voce ai cittadini scledensi. La petizione popolare interessava gli abitanti di Schio nel tentativo di tutelarli ancora una volta contro le ingiustizie che l’amministrazione scledense commette.

Questa volta si tratta del cosiddetto ‘progetto di integrazione’ promosso da alcune cooperative scledensi, e nominato ‘Oltre l’area’, con il supporto dell’assessore alla famiglia Antonietta Martino. Il progetto è stato portato avanti in favore della famiglia di zingari sinti (la famiglia Helt) residente da anni a Schio, ma che In realtà non hanno ancora dimostrato segnali evidenti di volersi integrare. Negli ultimi 20 anni, infatti, numerosi sono stati gli illeciti riconducibili ai membri di questa famiglia. Uno di loro arrivò persino al tentativo di stupro nei confronti di una barista scledense! Nel loro paese natale le pene sarebbero state molto più severe e le agevolazioni non le avrebbero ottenute gratuitamente. Ebbene sì, dopo 20 anni di aiuti economici e coperture politiche, l’amministrazione di centrosinistra ha deciso di affidare ad 8 persone della famiglia zingara adottata una casa di proprietà del comune presso il Rustico Pettinà di Poleo. E lo chiamano progetto di integrazione… Probabilmente secondo il modo di ragionare dell’Amministrazione scledense e i fautori di tale progetto, solo offrendo un alloggio alla famiglia, nonostante siano passati 20 anni, si realizzerebbe la vera integrazione? Integrazione o giustificazione? I cittadini scledensi, onesti lavoratori, nati in questa città, coloro che hanno contribuito allo sviluppo di Schio, coloro che pagano le tasse e rispettano le regole comportandosi civilmente nella nostra società non meritano tanto quanto questa famiglia di zingari una casa in quanto non hanno il ‘fattore integrazione’? Dicono sia provvisorio: in realtà solo 2 persone della famiglia di sinti sono primi in graduatoria per l’alloggio Ater… gli altri quanto rimarranno? Dicono saranno seguiti da “volontari”: in realtà il tutto costerà circa 20000€ l’anno! Inoltre verranno aiutati anche ad arredare casa! Altri 20000€ circa sono stati spesi per sistemare il tetto della loro futura abitazione presso il Rustico. Eppure l’Amministrazione lamenta sempre un portafoglio pressoché vuoto… È davvero solidarietà questa? Oppure è l’ennesimo privilegio dato dal centrosinistra a chi, secondo i fatti, non lo merita? Sembra proprio che il caso della famiglia Helt a Schio sia diventato oggetto di una battaglia politica iniziata da tempo, il cui fine è portare a termine quello che si era deciso: l’Amministrazione scledense, infatti, ad una riunione del Consiglio di Quartiere di Poleo ha presentato tale progetto ai cittadini. Vorrei, però, sottolineare il fatto che con i cittadini non si è discusso, ma è stata loro imposta una decisione già adottata: dov’è allora la democrazia? Perché non perseverare tanto su casi di famiglie scledensi, senza una casa, un lavoro e con figli a carico, che faticano ad arrivare a fine mese e di certo non cercano una soluzione nel fenomeno dei furti e della delinquenza? È questo l’esempio da dare alle future generazioni? Lavorate poco, fate tanti figli e lamentatevi di non essere soggetti abbastanza integrati, meglio se non siete italiani. Sabato 24 luglio i Giovani Padani della provincia di Vicenza con la sezione di Schio si sono ritrovati in piazza per dire no, BASTA PRIVILEGI agli ʻZINGARIʼ! PERCHÈ IL COMUNE DEVE SPENDERE MIGLIAIA DI EURO PER QUESTI ZINGARI ANZICHÉ AIUTARE LE FAMIGLIE SCLEDENSI? Attendendo che i cittadini vengano finalmente ascoltati dall’Amministrazione e che possano partecipare alle decisioni che riguardano anche la loro persona, ci auguriamo che le firme raccolte possano influire nel fermare il progetto, modificandolo.


Il Movimento Giovani Padani e la sezione cittadina della Lega Nord, contestano fortemente il modo di operare di questa amministrazione circa l’ordinanza per la chiusura di un bar nel centro storico di Vicenza. In prima battuta l’amministrazione stessa aveva utilizzato il pugno di ferro per sanzionare chi non rispettava le regole, conseguentemente con il vice sindaco nonché assessore alle politiche giovanili, accondiscendente verso i giovani e aperta al dialogo. Qual è la vera amministrazione comunale di Vicenza? Il comportamento sembra al quanto ambiguo.

Altra cosa molto strana risulta essere l’organizzazione da parte dei giovani democratici dell’assemblea così detta “riappacificante”; forse quest’ultimi hanno un canale preferenziale di dialogo con il comune? Vuol dire che tutti i movimenti giovanili, associazioni e partiti da oggi in poi si possono permettere di organizzare incontri su varie tematiche e pretendere la presenza dell’amministrazione comunale.

Come movimento giovanile siamo presenti al Vi.lab, tavolo nato per discutere delle problematiche giovanili. Agli incontri del tavolo, l’Assessore Moretti (spesso assente) non ha mai manifestato nessun tipo di problematica riguardante i bar del centro frequentati dai giovani, ora l’amministrazione stessa se ne esce con un’ordinanza come se le cose fossero peggiorate da un giorno all’altro. Se Vi.Lab è veramente nato per dare voce ai giovani vicentini e cercare soluzioni comuni, non comprendiamo il motivo per cui, prima di fare l’ordinanza non se ne sia discusso all’interno dello stesso. Questo dimostra, che il tavolo permanente voluto dalla stessa Moretti, è uno strumento meramente propagandistico e poco efficace. Valuteremo attentamente se continuare a farne parte, lasciando l’Assessore libera di confrontarsi con i giovani democratici.

Giovanni Zanettin – Coordinatore Provinciale Movimento Giovani Padani

Alessio Sandoli – Segretario cittadino Lega Nord-Liga Veneta

Matteo Celebron – Movimento Giovani Padani Vicenza Città


I Giovani Padani e la Lega Nord di Vicenza criticano fortemente l’azione repressiva del sindaco con cui è stata imposta la chiusura anticipata di un bar del centro storico, colpevole di attirare troppi giovani. Ci chiediamo se l’intenzione dell’amministrazione sia quella di sopprimere i posti di ritrovo giovanili e di allontanarli sempre di più dal centro. In questi due anni abbiamo sentito tante parole al vento su come ravvivare il centro storico, ormai sempre più abbandonato a se stesso, e l’unica iniziativa portata a termine è stata quella di limitare l’attività di un bar, definito in senso spregiativo fracassone. Il sindaco dica chiaramente se vuole una città viva, piena di giovani che si ritrovano a socializzare per il classico spritz, oppure una città morta, senza iniziative, in cui si impone il coprifuoco serale. Condanniamo la maleducazione e l’inciviltà di certi avventori, ormai noti a tutti per i propri atteggiamenti incivili, ma riteniamo eccesivo colpire un esercizio pubblico indiscriminatamente per responsabilità di altri, creando un danno economico al gestore e ai dipendenti, cui va tutta la nostra solidarietà. Purtroppo constatiamo come lo stesso atteggiamento non venga tenuto nei confronti di call center, kebabbari e bazar vari che non rispettano orari di chiusura, norme igienico sanitarie e sono spesso il centro di traffici illeciti. Come al solito questa amministrazione utilizza due pesi e due misure: inflessibile con i lavoratori vicentini, accondiscendente con gli extracomunitari. Come Giovani Padani come Lega Nord, chiediamo il ritiro dell’ordinanza e che siano puniti i diretti responsabili dei comportamenti incivili senza punire chi non ha responsabilità. Riteniamo che per far vivere il centro storico l’amministrazione abbia intrapreso la strada sbagliata e sosteniamo fortemente la presenza di tutti quegli esercizi pubblici che rappresentano un luogo di ritrovo per centinaia di giovani.

Giovanni Zanettin – Responsabile provinciale Giovani Padani

Matteo Celebron – Responsabile Giovani Padani Vicenza

Alessio Sandoli – Segretario cittadino Lega Nord-Liga Veneta